Note Legali
  

  Il suo sviluppo intra-uterino
  Il 1° anno del bambino
  
Il 1° anno del bambino
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A dieci mesi
A dieci mesi il bambino è capace: 
  • a livello sensoriale/intellettivo: di provare ad imitare alcuni dei vostri gesti quotidiani come spazzolarsi i capelli o sganciare il telefono.
  • a livello del linguaggio: di apprendere il senso della parola "no". E’ da qui che ha inoltre inizio la fase linguistica: scompare cioè la lallazione per lasciare il posto alla pronuncia dei primi monosillabi raddoppiati(ma-ma,pa-pa), dapprima con scarso o inesistente valore semantico, ma, ben presto, con la precisa volontà di indicare persone o cose.
  • a livello sociale/emotivo: di manifestare il proprio attaccamento a mamma e papà.
 Le nuove cose che attirano l´attenzione
 
Dimenticate i giocattoli: i bambini sono affascinati dagli oggetti di tutti i giorni. Più che con robot ad alta tecnologia il vostro bambino ha voglia di giocare con le chiavi dell´automobile, con le pentole o con il telecomando: oggetti dal fascino ineguagliabile. Soprattutto quando, intorno ai 10 mesi, i piccoli iniziano ad imitare il comportamento quotidiano degli adulti: prendere il telefono, spazzolarsi i capelli, girare la pappa con il dito è un divertimento senza paragoni. E un’opportunità per il bambino di crescere e di apprendere in modo semplice e veloce.
 
Comunicazione sociale
 
La maggior parte dei bambini apprende il senso della parola "no" proprio intorno a questa età. E, anche se non lo ammette, ne comprende la ragione. Dire "no" fermamente e chiaramente è dunque un ottimo modo di fissare limiti e regole, soprattutto quando è in discussione la sicurezza del piccolo. Mettete da parte quindi i sensi di colpa e, soprattutto, non sorprendetevi se il vostro bambino di appena 10 mesi scuote la testa da sinistra a destra quando non vuol fare qualcosa: è legittimo e comprensibile che provi a superare i limiti imposti dagli adulti!
 
L´angoscia della separazione 
 
Può capitare che proprio in questo mese il vostro bambino cominci a reagire alla presenza di “sconosciuti” con pianti e bizzarri tentativi di sottrarsi a sorrisi e abbracci. La ragione e semplice: il piccolo ha imparato a distinguere le situazioni ormai familiari da quelle che non lo sono ed è naturale e legittimo che quando si trova in una circostanza “diversa” subentri la paura degli estranei e con essa l´angoscia della separazione da mamma e papà. Inutile e controproducente dunque lasciar prevalere l’ansia o peggio ancora l’imbarazzo per le bizze del piccolo di fronte agli estranei. La “crisi” interessa tutti i bambini di questa età ed è destinata a risolversi nel giro di pochi mesi quando il piccolo avrà imparato a comprendere che le cose continuano ad esistere, anche quando non si possono vedere.
 
Sapete che...
 
… lo sviluppo della corteccia frontale è associato alla risoluzione dei problemi e al controllo delle emozioni?
 
Promemoria
 
Portate il piccolo dal pediatra per la visita di controllo.




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