E’ sconsigliato passare a latte di mucca di qualunque tipo (scremato o parzialmente scremato) prima dei 3 anni di vita del piccolo: limiterete così i rischi di anemia ferro priva (carenza di ferro).
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Perché non dare latte di mucca ai bambini prima dei 12 mesi?
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Il latte di mucca contiene almeno il doppio delle proteine del latte materno o del latte formulato (1.2 mg/dl del Latte materno contro 3.2 mg/dl del latte vaccino).
Queste proteine formano nello stomaco dei depositi consistenti difficili da digerire.
Il latte di mucca contiene inoltre dei grassi che differiscono fortemente da quelli contenuti nel latte materno e nelle formule per lattanti e che non ottimizzano né la crescita, né lo sviluppo del bambino.
Ferro, rame, zinco e vitamina C contenuti nel latte vaccino sono invece insufficienti per soddisfare i bisogni del piccolo, mentre il livello di sodio è da tre a quattro volte più elevato di quello del latte materno.
Una ulteriore ragione che induce a non utilizzare latte di mucca è che questo contiene beta- lattoglobulina e caseina (ad elevato potere allergizzante) e un minore contenuto di lattosio e di vitamine rispetto al latte materno oltre che un eccesso di minerali (soprattutto calcio) che possono compromettere l´attività renale e inibire l´assorbimento del ferro.
Il latte di mucca è infine povero di acidi grassi polinsaturi. Fino ai due anni di età il cervello ha invece molto bisogno degli acidi grassi DHA e ARA per assicurare al piccolo il corretto sviluppo della vista, del cervello e del sistema nervoso, oltre che per ottenere l’indispensabile apporto energetico.
E’ consigliabile per questo utilizzare la formula di proseguimento latte 2, l’unica che si presenta arricchita di ARA ed di DHA nelle proporzioni del latte materno. Ecco perché vi consigliamo di utilizzare Enfiami* Premium 2 con Lipil* se non allattate il vostro bambino al seno o se cessate di allattarlo al seno prima di un anno di età.
La precoce introduzione di latte vaccino può provocare conseguenze certe quali: eccesso proteico (futuro sviluppo di obesità), bassi livelli di acidi grassi polinsaturi; rischio di deficit di ferro (scarso contenuto, poco assorbito, associato a microemorragie intestinali), zinco e alcuni micronutrienti;
Per fronteggiare il rischio di eccesso proteico nel primo anno di vita è allora consigliabile:
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latte materno esclusivo o latti formula (meglio se a contenuto proteico ridotto dopo i 6 mesi);
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latti di crescita (minore quantità di proteine e acidi grassi saturi e maggiore quantità di acidi grassi polinsaturi, ferro e zinco rispetto al latte vaccino) dal primo al terzo anno di vita.
L´alto contenuto di caseina e fosforo e il basso contenuto di lattosio, lattoferrina e acido ascorbico (Vitamina C), influenzano negativamente la biodisponibilità del ferro (1/10 di quella del latte materno; a parità di contenuto: 0,05mg/100g). Il latte vaccino, inoltre, determina microemorragie che contribuiscono al depauperamento di questo minerale.
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I latti formula prevedono invece la supplementazione con:
Perché dare del latte di crescita piuttosto che del latte di mucca?
A partire dai 12 mesi, il piccolo può bere il latte di mucca. Tuttavia, il latte di crescita è da preferire al latte di mucca tradizionale perché contiene quantità adeguate di determinati nutrienti essenziali alla crescita del bambino: è ricco di ferro, di calcio, di vitamine ed acidi grassi essenziali.
Prima di passare al latte di mucca, consigliamo, in ogni caso, di consultare il pediatra. |