I fattori che possono contribuire alla comparsa di questo disturbo sono molti. Vediamoli nel dettaglio:
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II bambino è ancora fragile;
Nel primo trimestre di vita, il sistema digestivo del piccolo può essere ancora immaturo.
Può capitare dunque che il principale zucchero del latte, il lattosio, e le proteine del latte di mucca, contenute nei latti per l´infanzia tradizionali, non vengano digerite perfettamente dal suo intestino. Anche la motilità dell’intestino stesso può risultare alterata.
- L´ambiente familiare del bambino
La nascita di un figlio, soprattutto del primo, può comportare un certo grado di ansia nei genitori.
Una condizione emotiva comprensibile e comune che, però, sembra essere non di rado causa delle coliche del piccolo. Si tratta infatti di un circolo vizioso: il piccolo piange disperato e questo ingenera ansia nei genitori che a loro volta, con la loro apprensione, involontariamente, aggravano lo stato emotivo del piccolo.
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L’alimentazione
Interpretare in modo errato i bisogni del piccolo può indurre i genitori ad adottare involontariamente atteggiamenti inadeguati: ritenere ad esempio che il piccolo pianga per fame può ad esempio spingere mamma e papà a nutrirlo eccessivamente e ad aggravare quindi il disturbo.
Anche una posizione inadeguata durante la somministrazione del biberon, così come delle tettarelle inadatte all´età del bambino che può ingerire aria in eccesso, o ancora il mancato
rispetto del "ruttino" possono essere all’origine delle coliche.
Quando i sintomi sono molto severi o resistono ad un primo trattamento, si può infine ipotizzare che via sia persino una eventuale allergia alle proteine del latte vaccino: in ogni caso, è bene rivolgersi sempre al pediatra che saprà consigliare sul da farsi.
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Principali cause delle coliche infantili ed eventuali interventi
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Allergia alle proteine del latte vaccino;
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Reflusso gastro esofageo;
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Intolleranza al lattosio (rara);
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Ipermotilità intestinale;
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Aumento di ormoni intestinali (motilina);
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Carattere del bambino (temperamento, bassa soglia al dolore, ipereccitabilità,);
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Carattere della mamma (ansiosa, iperprotettiva);
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Stress o tensioni familiari..
Se il piccolo è allattato al seno può essere opportuno allontanare dalla dieta della nutrice gli alimenti più allergizzanti come latte, uova o pesce; in caso di insuccesso, si liberalizzerà la dieta dopo 3-4 giorni.
Se invece il lattante assume latte formula, il pediatra potrà sostituire tale formula con latte di soia o latti speciali in cui le proteine del latte vaccino sono frammentate e quindi innocue (idrolizzati spinti): l´eventuale efficacia di questo provvedimento dietetico suggerisce fondati sospetti sull´allergia alle proteine del latte vaccino.
È stato dimostrato, inoltre, che soggetti affetti da episodi di coliche infantili presentano una maggiore predisposizione a sviluppare, successivamente, allergie.